“Ci sono ferite che restano nel luogo in cui nascono. Ferite che parlano sottovoce. Tagli invisibili lasciati non solo da mani, ma da parole che graffiano, silenzi che pesano, rinunce che fiaccano.
Ferite che abitano la quotidianità di troppe donne, che imparano a camminare in punta di piedi dentro la loro stessa vita, come se non avessero il diritto di occuparla davvero.
Ferite cucite dal filo della paura.
Il 25 novembre è l’invito ad aprire spazi sicuri, stanze d’aria dove chi subisce può finalmente tornare a respirare intera.
A te, donna che stai leggendo e ti riconosci tra le righe:
non è colpa tua. Non sei sbagliata
Il tuo dolore merita ascolto, luce.
E a noi – familiari, amici, cittadini, professionisti – il compito di essere ponti, mani tese a credere, accogliere, accompagnare.”
Dott.ssa Mirella Donato
